KISS

2019

con Andrea D’Arsiè, Zoe Francia Lamattina, Michela Depetris, Costanza Nani, Beatrice Boschiero, Alex Paniz, Ida Malfatti, Claudia Veronesi, Emilia Verginelli, Clara De Pin, Martina Bacher, Bruno Camargo, Umberto Ghidini, Brianda Maxciel Carreras Santana, Umberto Zanette, Paolo Vanoli, Nicole Guerzoni, Federico Morini, Giuseppe Maria Martino, Maziar Firouzi, Orlando Izzo, Ilenia Caleo, Silvia Calderoni

da un desiderio di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo

produzione Santarcangelo Festival, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Motus

con il supporto di Gucci

e la partecipazione di Dialoghi, Residenze delle arti performative a Villa Manin

progetto supportato da Boarding Pass Plus Danza

Santarcangelo Festival 2019 ©Claudia Borgia, Chiara Bruschini

Kiss è nuovo perché è adesso, ma anche poco fa.
Kiss è riproduzione serializzata, serigrafata, moltiplicata, di un gesto che si propaga viralmente: il bacio.
Kiss è una temporalità queer che non trascorre verso nessun paradiso.
Kiss boicotta la narrazione riorganizzando lo spazio scenico secondo un’idea di comfort e di simultaneità.
Kiss abita letteralmente la scena.
Kiss non è meritocratico.
Kiss è un multi-organismo che si muove in autonomia.
Kiss è un documentario o, volendo, un oggetto capelluto.
Kiss apre le porte e le lascia aperte per poter entrare ed uscire.
Kiss può trasmettere batteri.
In Kiss le economie sono argomento di produzione di discorso.
Kiss non traduce ma converte linguaggi.

23 performer, un numero infinito di baci.
È il 1964. Stai guardando il film Kiss di Warhol. Una serie di baci silenziosi, primo piano di un’intimità tra persone di etnie diverse o dello stesso sesso, nessuna spiegazione necessaria, pura celebrazione di desiderio, amore, libertà: tutto ciò che era proibito a Hollywood in quel momento. Torniamo al 2019. Può un bacio essere ancora un manifesto? 23 performer si baciano senza sosta. La differenza tra il giorno e la notte scompare: dove termina la performance, dove inizia la realtà? Chissà. Siete invitati a osservare e seguire questo processo di creazione, dalle prove quotidiane all’esplosione di baci. Ogni incontro intimo offrirà una nuova esperienza, sempre fluida e resistente alle definizioni. Kiss non è uno spettacolo ma una proposta radicale e innovativa di convivenza sul palco.

Bio

Silvia Calderoni

Attrice e performer, si avvicina al teatro con la scuola di formazione del Teatro Valdoca e dal 2005 collabora continuativamente con Motus. È Marlene in Rumore rosa, dedicato a Fassbinder, e quindi la protagonista di X(ics) Racconti Crudeli della Giovinezza e Antigone nel progetto Syrma Antigónes. Nel 2011 è a fianco di Judith Malina nello spettacolo The plot is the revolution. È inoltre protagonista degli spettacoli Nella tempestaCaliban Cannibal, della semi-opera King Arthur e dell’acclamato “solo” MDLSX per cui collabora anche alla drammaturgia. Il suo lavoro attoriale è stato insignito di numerosi premi: Premio Ubu per miglior attrice under 30, MArteAward, Premio Virginia Reiter, premi come miglior attrice protagonista al Fringe Festival di Dublino e al festival MESS di Sarajevo. Nel 2011 esordisce al cinema con il film La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli, al quale seguono i film Riccardo va all’inferno di Roberta Torre, Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini e Una storia senza nome di Roberto Andò, Last Words di Jonathan Nossiter. Dal 2016 ha iniziato un lavoro indipendente sulla formazione teatrale e performativa tenendo, insieme all’attrice Ilenia Caleo, laboratori in diversi contesti – tra cui lo IUAV di Venezia e la Biennale College. Nel 2019 inizia a lavorare per la televisione con Romulus, serie di Sky diretta da Matteo Rovere.

 

Ilenia Caleo

Performer, attivista e ricercatrice indipendente, dal 2000 collabora con diverse compagnie e registe/i tra cui Motus, Davide Iodice, Lisa Ferlazzo Natoli, Carmelo Rifici, Tim Stark, Yoshi Oida. Ha dato vita con Silvia Calderoni a un atelier di ricerca aperto e orbitante sulle pratiche del performer e sulla relazione tra teatro e spazio urbano.
Laureata in filosofia all’Università degli Studi di Bologna, ha svolto un dottorato di ricerca con un progetto su corpo performativo al confine tra performance studies e filosofia politica La Sapienza di Roma. Si occupa di corporeità, epistemologie femministe, sperimentazioni nelle performing arts, nuove istituzioni e forme del lavoro culturale, relazione tra arte e attivismo. È docente collaboratore presso lo IUAV di Venezia nel laboratorio di Arti visive.

Santarcangelo Festival 2019 ©Claudia Borgia, Chiara Bruschini

Santarcangelo Festival 2019 ©Claudia Borgia, Chiara Bruschini

Santarcangelo Festival 2019 ©Claudia Borgia, Chiara Bruschini

Santarcangelo Festival 2019 ©Claudia Borgia, Chiara Bruschini

Santarcangelo Festival 2019 ©Claudia Borgia, Chiara Bruschini

Santarcangelo Festival 2019 ©Claudia Borgia, Chiara Bruschini

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