Motus Vague è una “casa senza muri” – come hanno scritto Silvia Calderoni e Ilenia Caleo – fra le prime artiste che abbiamo “accolto” in questa nuova, rizomatica, proliferazione di Motus… In passato per alcune collaborazioni estemporanee avevamo usato la formula Motus Factory, poi dal termine troppo abusato siamo arrivati all’idea di ONDA/VAGUE, perché è con moto incessante, irrefrenabile e ondivago che ci dedichiamo al sostegno di artistə e compagnie emergenti, che hanno collaborato con Motus (e/o tutt’ora ne fanno parte), o con cui è nato un dialogo privilegiato, una affinità di intenti e proiezioni fantastiche.
Motus Vague opera dal 20219 come supporto logistico-organizzativo-amministrativo per artistx che non hanno una struttura adatta a fronteggiare le kafkiane richieste burocratiche che il sistema dello spettacolo dal vivo esige…
Ma con questa comunicazione vorremmo andare oltre: innanzitutto segnalarne l’esistenza come parte/componente fondamentale del nostro trentennale fare artistico – che vorremmo sempre meno retroflesso, ma aperto all’ascolto delle nuove costellazioni artistiche che – con grande fatica – stanno nascendo. Poi, avvalendoci anche della collaborazione di altr* curator*, estendere il dialogo dalla tutela della complessa organizzazione di produzioni e tour (purtroppo non possiamo intervenire con sostegni economici, ma anche questa è una prospettiva futura), a un confronto organico sulle forme sceniche e la drammaturgia, mettendo in atto percorsi di affiancamento e tutoraggio. Sia ben chiaro: il nostro sguardo è solo un altro punto di vista, da usare come possibile macchina propulsiva per indagare e approfondire le scelte drammaturgiche, senza minimamente voler influenzare il segno dell’opera.
Motus Vague come onda, sempre uguale e sempre diversa, si trasforma fra tempeste e periodi di calma piatta, per mantenere vivo il dialogo con il fondo marino e le sue nuove creature nascoste.
temporale – a proposito del tempo, storico o cronologico; nella meteorologia indica un tempo cattivo, perturbazione atmosferica violenta.
Perle Sparse è un’installazione attorno al tema del viaggio, del ritorno al proprio Paese di origine. Un viaggio da Mauritius all’Europa e dall’Europa a Mauritius; una mappa geografica multimediale e immaginaria.
Una riflessione silenziosa prende forma a bordo del vagone di un treno che attraversa le viscere di una città, evocata da voci, rumori, annunci, fitti come le radici di una foresta.
L’ultima produzione di madalena reversa. Salomè è tropo, biblico, moderno e contemporaneo, specchio di un’umanità decaduta in un mondo di istituzioni decadute.
Secondo lavoro del duo Madalena Reversa, Manfred è un’immagine che ci schianta nel Romanticismo di una pseudo-nuova età avvolta da un alone pesantemente darkeggiante, fatta di buio, angoscianti frequenze e clangori metallici ma dove in lontananza risuonano melanconiche melodie e voci di un mondo lontano fatto ancora di Bellezza.
Uno sguardo romantico sulla distruzione della Natura e sulla Natura distruttrice, un Inno alla Bellezza che non deve morire e alle giovani anime che la custodiscono. Lavoro di Madalena Reversa, progetto artistico creato da Maria Alterno e Richard Pareschi, che debutta a Short Theatre nel settembre 2021.
Primo solo alla regia di Eva Geatti, il progetto prende le mosse dal romanzo Il Monte Analogo di René Daumal per portare in scena 5 giovani performer insieme alle musiche live di Dario Moroldo.
progetto performativo di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo. Un’estetica del collasso, l’outdoor privo di regole. I battuage. Scriviamo di un’utopia dei corpi di cui non abbiamo esperienza – a cui (noi) non abbiamo accesso. Di un desiderio struggente di essere moltx, di un baluginìo di futuri possibili.
Silvia Calderoni e Ilenia Caleo in thefutureisNOW? partono dal gesto corporeo e dalla sostanza liquida di Zen for Head. Azione in cui Nam June Paik immerge la testa nella pittura e disegna una linea sulla carta, e poi lascia l’opera aperta a chiunque vorrà riprodurla.
Progetto laboratoriale di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo, avviato alla Biennale Teatro di Venezia del 2018 e presentato al pubblico all’edizione 2019 del Santarcangelo Festival. Coinvolge un folto gruppo di giovani performer e studenti in un intenso lavoro di improvvisazione e ricerca in continua trasformazione.
Il progetto di ALOS è un’esperienza collettiva, un viaggio sonoro ed emozionale che integra musica dal vivo, sperimentazione sonora vocale ed elettronica, performance e video arte.
Performance sonora per Voce, Poesia, Elettronica di e con NicoNote.
Sturm und Drang e attraversamenti romantici, liberamente tratti a partire da una lirica di Hölderlin.
Progetto indipendente e lavoro di esordio della regista Alexia Sarantopoulou. Con Emilio, viene indagata una nuova modalità espressiva ibrida tra concerto live e arti visive.