PERLE SPARSE – PERLES FANNÉ PAR TOUS

2024

Un progetto di Vashish Soobah
supporto drammaturgico Muna Mussie,
in dialogo con Michelle Moura, Ntando Cele, Julian Hetzel, Alex Baczyński-Jenkins, Ayesha Hameed.
Progetto sostenuto da FONDO Network per la creatività emergente sviluppato da Santarcangelo Festival con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Centrale Fies, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, Fuorimargine / Centro di produzione della danza in Sardegna, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino / Centro di Residenza Emilia-Romagna, Lavanderia a Vapore / Fondazione Piemonte dal Vivo, OperaEstate Festival Veneto / CSC Centro per la Scena Contemporanea, Ravenna Teatro, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione della Liguria, Teatro Pubblico Campano, Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, Teatro Stabile dell’Umbria, Triennale Milano Teatro.

©Pietro Bertora

Siamo una collana di perle che è stata recisa; le perle sono rimbalzate da tutte le parti.

Cristina Ali Farah

 

Perle Sparse è un’installazione attorno al tema del viaggio, del ritorno al proprio Paese di origine. Un viaggio da Mauritius all’Europa e dall’Europa a Mauritius; una mappa geografica multimediale e immaginaria, un percorso narrativo e sensoriale tra i ricordi, una riflessione su cosa si porta con sé quando si migra, in cui l’elemento fondamentale è l’acqua, associata al movimento della diaspora.

Vashish Soobah è nato a Catania nel 1994 da genitori mauriziani. Del suo Paese di origine conserva un’immagine: un immenso campo di canna da zucchero che si apre di fronte alla casa di sua nonna. Le piantagioni rimandano al contesto violento della società schiavista che ha imprigionato Mauritius per secoli, ma anche alla genesi di un vero legante della diaspora: la musica séga. Come un bagaglio immateriale, la madre e il padre di Vashish portarono in Italia quei canti, protagonisti di rituali religiosi insieme all’acqua: il mare, che per la cultura induista rappresenta una divinità; il fiume, dove le famiglie s’incontravano per lavare i panni, e poi il Fiumefreddo di Sicilia, ancora un luogo di ritrovo e di comunità, in un’altra vita, in un’altra isola.

Bio

Vashish Soobah
Artista visivo nato in Sicilia da genitori mauriziani, cresciuto nel Nord Italia, formatosi a Londra e attualmente operativo a Milano. Il suo lavoro video, fotografico, performativo e sonoro esplora le cause profonde ed i meccanismi sociali intrinsechi delle migrazioni africane nel contesto globale e in particolare le implicazioni che esse registrano nelle società occidentali.

I suoi progetti artistici nascono inoltre dalla sua necessità di trattare con precisione e complessità il suo posizionamento in quanto soggetto diasporico mauriziano in Italia ovvero in quanto afrodiscendente brown (e quindi non nero) con una genealogia nel sud est asiatico.

I suoi lavori sono stati esposti presso Madragoa in Portogallo, MA*GA di Gallarate, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Guarene, Almanac Inn di Torino, Marsel a Milano, spazio Oberdan. Inoccasione del 28° FESCAAAL ha presentato il documentario “Nanì”.

©Pietro Bertora

©Pietro Bertora

©Pietro Bertora

©Pietro Bertora

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